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Come Vendere l’Arredamento Usato con la Formula Visto e Piaciuto

La formula “visto e piaciuto” è un’espressione giuridica che si inserisce nei contratti di compravendita, in particolare quando l’oggetto della vendita è un bene usato. Applicata all’arredamento, questa dicitura significa che l’acquirente accetta di acquistare il bene nello stato in cui si trova al momento della conclusione dell’accordo, senza poter poi reclamare difetti che erano visibili o conoscibili al momento della visione. In altre parole, la responsabilità di verificare le condizioni del mobile, della poltrona o di qualsiasi altro elemento d’arredo ricade sull’acquirente prima della firma o del pagamento. La formula non esonera completamente il venditore da ogni responsabilità: rimane infatti l’obbligo di non occultare vizi gravi o difetti che rendano il bene inutilizzabile, ma riduce le possibilità di contestazione per usura, graffi o piccoli danni compatibili con la natura dell’usato.

Indice

  • 1 Quando conviene utilizzare la clausola
  • 2 Presentare correttamente l’arredamento usato
  • 3 Definire il prezzo in relazione alla formula
  • 4 Redigere un accordo scritto
  • 5 Effettuare la consegna in coerenza con l’accordo
  • 6 Limiti della clausola e obblighi residui del venditore
  • 7 Gestire le trattative con chiarezza
  • 8 L’importanza della prova dell’avvenuta visione
  • 9 Aspetti fiscali e burocratici
  • 10 Prevenire le contestazioni dopo la vendita
  • 11 Conclusioni

Quando conviene utilizzare la clausola

Nella vendita di arredamento usato, soprattutto tra privati, la clausola “visto e piaciuto” è particolarmente utile per evitare discussioni successive legate a imperfezioni già presenti. È indicata quando l’acquirente ha avuto la possibilità di ispezionare direttamente il bene, toccarlo con mano, aprire ante e cassetti, verificare la stabilità e l’eventuale presenza di segni d’uso. È meno adatta nelle vendite a distanza, dove il contatto diretto non è possibile e il compratore si basa solo su foto e descrizioni. In questi casi, pur potendo inserire la clausola, è prudente corredare l’accordo di un set fotografico dettagliato e di una descrizione accurata che testimoni lo stato reale dell’arredo al momento della vendita.

Presentare correttamente l’arredamento usato

La riuscita di una vendita “visto e piaciuto” dipende molto dalla trasparenza iniziale. Prima di proporre il bene, è importante pulirlo accuratamente, rimuovere polvere e residui, sistemare eventuali elementi allentati o sporchi. Un mobile ben presentato aumenta il valore percepito e riduce la possibilità che l’acquirente si concentri solo sui difetti. Documentare in anticipo lo stato con fotografie nitide e da diverse angolazioni è una buona pratica: queste immagini possono essere condivise con l’acquirente e conservate come prova in caso di contestazioni. Le foto dovrebbero evidenziare sia i punti di forza, come finiture e dettagli, sia eventuali segni di usura o imperfezioni, per dimostrare che erano stati mostrati prima della vendita.

Definire il prezzo in relazione alla formula

L’adozione della clausola “visto e piaciuto” influenza spesso la trattativa sul prezzo. Un arredamento usato venduto con questa formula è normalmente prezzato in base al suo stato attuale, tenendo conto dell’età, della qualità originaria, della marca e dell’usura. È consigliabile essere realistici e coerenti: un prezzo troppo alto per un bene chiaramente usato può generare diffidenza, mentre una valutazione onesta rafforza la percezione di correttezza e facilita la conclusione. Specificare fin da subito che il prezzo tiene conto della formula “visto e piaciuto” aiuta a gestire le aspettative e riduce le richieste di sconti eccessivi o di garanzie non previste.

Redigere un accordo scritto

Anche tra privati, mettere per iscritto i termini della vendita è una tutela reciproca. Un semplice contratto o una scrittura privata può indicare la descrizione dell’arredamento, il prezzo pattuito, le modalità di pagamento, la data di consegna e, soprattutto, la clausola “visto e piaciuto”. La dicitura può essere formulata in modo chiaro, ad esempio: “L’acquirente dichiara di aver visionato l’arredamento, di averne accertato lo stato e di accettarlo così com’è, senza alcuna garanzia per vizi o difetti apparenti”. La firma di entrambe le parti, accompagnata dalla data, rende il documento più solido. Se possibile, allegare le fotografie al contratto e farle firmare dalle parti come conferma dello stato al momento della vendita.

Effettuare la consegna in coerenza con l’accordo

La fase della consegna è cruciale per dare concretezza alla clausola “visto e piaciuto”. Se la consegna avviene di persona, è opportuno che l’acquirente possa ricontrollare il bene e confermare che corrisponde a quanto visto in precedenza. Questa ricontrollo può essere anche l’occasione per far sottoscrivere una breve ricevuta in cui si ribadisce l’accettazione dello stato del bene. In caso di spedizione, è utile imballare accuratamente l’arredo e, se possibile, documentare con foto o video l’imballaggio e lo stato del bene al momento della partenza. Questo materiale potrà essere usato per dimostrare che eventuali danni sopraggiunti sono avvenuti durante il trasporto e non erano presenti al momento della vendita.

Limiti della clausola e obblighi residui del venditore

La clausola “visto e piaciuto” non è un lasciapassare per consegnare beni in condizioni peggiori rispetto a quanto mostrato o dichiarato. Se il venditore conosce e nasconde un difetto grave, non visibile a un esame ordinario, può essere comunque chiamato a rispondere, poiché si tratta di vizio occulto. Ad esempio, un armadio che presenta tarli non evidenti o un divano con struttura rotta ma camuffata da rivestimento integro potrebbe rientrare in questa ipotesi. La buona fede contrattuale impone di non indurre l’altra parte in errore con omissioni rilevanti. La formula, quindi, protegge soprattutto dai reclami per difetti apparenti, non da quelli nascosti o volutamente taciuti.

Gestire le trattative con chiarezza

Quando si propone la formula “visto e piaciuto”, è bene comunicarlo fin dall’inizio, già nell’annuncio o nelle prime conversazioni. Questo evita fraintendimenti e fa sì che chi è interessato sappia che non potrà avanzare pretese su difetti visibili dopo l’acquisto. La trasparenza rafforza la fiducia e permette di selezionare acquirenti realmente convinti. Durante la trattativa, rispondere in modo preciso alle domande e, se necessario, fornire ulteriori foto o dettagli è un segnale di serietà. Più informazioni si offrono prima, meno spazio ci sarà per incomprensioni dopo.

L’importanza della prova dell’avvenuta visione

Perché la clausola sia efficace, occorre poter dimostrare che l’acquirente ha effettivamente visionato l’arredamento o ha avuto la possibilità di farlo. In un acquisto in presenza, questa condizione è implicita; negli acquisti a distanza è utile prevedere strumenti sostitutivi, come foto ad alta risoluzione, videochiamate o sopralluoghi delegati. Più elementi si forniscono per mostrare lo stato reale del bene, più la clausola sarà difendibile in caso di contestazioni. Se l’acquirente conferma per iscritto di aver ricevuto e visionato il materiale descrittivo e fotografico, si riducono ulteriormente i margini di disputa.

Aspetti fiscali e burocratici

Nella vendita tra privati, di norma, non è previsto alcun obbligo fiscale specifico se si tratta di beni usati personali e non di attività abituale di commercio. Tuttavia, è buona prassi rilasciare una ricevuta di pagamento, soprattutto per importi più elevati, anche solo come documento privato, riportando la descrizione del bene e la formula “visto e piaciuto”. Questo documento diventa una testimonianza del trasferimento e delle condizioni concordate. Se la vendita avviene attraverso piattaforme online che gestiscono pagamenti tracciati, i movimenti bancari e i messaggi scambiati possono fungere da ulteriore prova dell’accordo.

Prevenire le contestazioni dopo la vendita

Il momento più delicato per una vendita “visto e piaciuto” è quello immediatamente successivo alla consegna, quando l’acquirente potrebbe rilevare dettagli che non aveva notato. Per prevenire contestazioni, è utile riepilogare verbalmente e per iscritto le condizioni del bene al momento della consegna. Se emergono richieste di reso o riduzione del prezzo, la clausola consente di opporre che l’accordo era stato concluso accettando lo stato attuale, ma mantenere un tono cordiale e disponibile può aiutare a chiudere eventuali discussioni senza degenerare in conflitti. La documentazione fotografica e contrattuale sarà l’elemento chiave per sostenere la propria posizione.

Conclusioni

Vendere arredamento usato con la formula “visto e piaciuto” significa stabilire fin da subito un patto chiaro: il bene viene acquistato nello stato in cui si trova, con tutti i pregi e i difetti visibili. Per funzionare davvero, questa clausola deve essere accompagnata da trasparenza, documentazione accurata e una comunicazione onesta con l’acquirente. Non è un mezzo per sottrarsi a ogni responsabilità, ma un modo per definire i limiti della garanzia e prevenire incomprensioni. Chi vende deve assicurarsi che l’altra parte abbia avuto modo di verificare il bene o di ricevere prove adeguate del suo stato; chi acquista deve essere consapevole che eventuali segni d’uso o difetti apparenti non potranno essere oggetto di reclami successivi. In questo equilibrio, la formula diventa una protezione reciproca e uno strumento di chiarezza, che permette di concludere la transazione in modo sereno e definitivo.

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Roberta Rasini

About Roberta Rasini

Roberta Rasini è una blogger appassionata che condivide le sue conoscenze e la sua creatività su una vasta gamma di argomenti, tra cui bellezza, cucina, lavori creativi e casa. Con il suo blog, Roberta si impegna a fornire ai suoi lettori una fonte di ispirazione e consigli pratici per aiutarli a esplorare nuove passioni e migliorare la loro vita quotidiana.

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